Il papà del piccolo Mattia, in coma dal 2017 dopo aver mangiato del formaggio con latte crudo, segue da anni i disegni di legge per l’etichettatura sui rischi di tale produzione. “Non ho mai accettato risarcimenti in denaro, se lo avessi fatto non avrei avuto nero su bianco l’accertamento del nesso causale tra il formaggio e quanto accaduto a mio figlio”.
È entrato in coma nel 2017 all'età di 4 anni dopo aver mangiato del formaggio prodotto con latte crudo in un caseificio trentino. Da allora, il piccolo Mattia non si è mai più ripreso ed è in stato vegetativo: nel 2017 mangiò un pezzo di formaggio contaminato dal batterio Escherichia coli e oggi è al centro delle battaglie dei suoi genitori. Giovanni Battista Maestri, il papà del piccolo, ha deciso di dare corso alla causa civile nei confronti di casaro e caseificio. "A questa gente il penale non interessa – ha sottolineato in un'intervista al Corriere della Sera -. L'immagine non conta, li tocchi solo se gli levi i soldi".
Battista Maestri ha seguito personalmente uno dei 3 disegni di legge (presentato dal Movimento 5 Stelle) per imporre l'etichettatura obbligatoria sui pericoli del latte crudo. A Roma sono arrivati ben 3 ddl sull'argomento dopo anni di lavoro. Oggi, riferisce, non cerca vendetta, ma protezione per i figli degli altri. "Ho pubblicato un libro, un'antologia della verità che ho presentato in Senato, proprio sull'argomento. L'ho scritto in venti giorni perché conosco bene la materia: dentro ci sono le sentenze e le prove che la politica non può più ignorare. Se un genitore sa e vuole rischiare, faccia pure, ma l'informazione deve essere chiare come sui pacchetti di sigarette". Poi punta il dito contro la politica che, a suo dire, "non muove un dito per salvare i bambini" e si attiva in prima persona "per salvare marchi di facciata". "Il bambino è mio, non è loro – ha sottolineato -. Finché non succederà ai loro figli, cosa che non auguro, non cambierà nulla". Maestri ha poi lanciato un monito agli altri genitori che vivono lo stesso dramma e che stanno affrontando un lungo percorso giudiziario. "Alcuni valutano accordi economici per ritirare le querele. Lo capisco a livello emotivo perché tre gradi di giudizio ti logorano, ma non lo approvo. Se ci si ferma ai soldi, non si salvano altri bimbi. Io ho rifiutato ogni tentativo di transizione fin dal 2022 senza neppure voler sapere la cifra. Se accetti il compromesso, non avrai mai la certificazione di un giudice sul nesso causale. Io oggi posso dire che il formaggio ha ucciso il mio bambino, se avessi preso i soldi dovrei tacere. Ai genitori dico di andare fino in fondo, di fare in modo che quel collegamento sia scritto nero su bianco in una sentenza come abbiamo fatto noi, unici in Italia".






