All’indomani della violenta rissa avvenuta in piazza Manin (Senia), che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana e sul crescente disagio giovanile, i sacerdoti della città di Vittoria hanno diffuso una lettera aperta rivolta alle comunità cristiane e a tutti i cittadini. Il testo, letto questa mattina in tutte le chiese, esprime una preoccupazione profonda per il clima di tensione e insicurezza che si sta consolidando in diversi quartieri.

Nella lettera, i presbiteri parlano di «gravi episodi di violenza» che non possono essere considerati fatti isolati, ma segnali di un malessere che «ferisce il tessuto della convivenza civile» e «offende la dignità della persona umana». A preoccupare è soprattutto la paura crescente tra famiglie, anziani, commercianti e giovani, molti dei quali — scrivono — «rinunciano a vivere serenamente gli spazi della città».

I sacerdoti sottolineano che la Chiesa «non può tacere» davanti al degrado e alla prepotenza, ricordando che la pace non è silenzio ma impegno concreto per la legalità e la tutela del bene comune. «Non vi può essere indulgenza verso la violenza», affermano, ribadendo che chi sceglie comportamenti illegali «deve risponderne secondo giustizia».