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Sara Busato

Padova, Luca Favarin ha 54 anni e per 25 è stato don Luca. Dal 2022 non fa più parte della Chiesa padovana ma continua il suo lavoro nel villaggio di accoglienza per minori non accompagnati

La notte l'ha passata in bianco per assistere due ragazzi che avevano trasportato ovuli di cocaina. Il giorno dopo, al telefono, Luca Favarin parla del figlio che nascerà nei primi giorni di ottobre. Le due cose stanno nella stessa vita, e per lui non sono in contraddizione. Favarin ha 54 anni, per venticinque è stato don Luca, e dal 2022 non fa più parte della Chiesa padovana. Oggi guida il villaggio dell'accoglienza Kidane ad Altichiero, dove arrivano minori partiti soli, molti dal Bangladesh, e ragazzini finiti nelle baby gang e raccolti dalla strada. Padre, in un certo senso, lo è già stato.

La comunità di Kidane«Diventare padre naturale compie il senso di paternità che ho avuto in questi anni», dice. Non una svolta, quindi, ma un arrivo. Proprio per questo, dare la notizia dentro il villaggio ha richiesto cautela. «Vivo con una comunità educante in cui la parola nascita è difficile», spiega. I ragazzi che segue hanno storie diverse, alcune drammatiche: parlare della propria paternità davanti a chi la propria l'ha persa, o non l'ha mai avuta, è una cosa che va pensata. Così l'annuncio è arrivato in modo graduale, un mese fa. E da un mese, dice, ad Altichiero è tutto un brindisi e una fetta di torta divisa con qualcuno. Poi la domanda che a un ex sacerdote arriva sempre. Battezzerà il bambino? La risposta tiene insieme le due metà della sua vita: sì, perché è un dono di Dio. Ma con una condizione. «Non sarà una cosa imposta, sarà una sua scelta». Sul matrimonio chiude in fretta: «Non è al momento una priorità». Il nome arriverà per ultimo, la lista per ora è ferma a tre.