“Quando c’è la salute, c’è tutto”. In questa battuta sferzante c’è tanto di Alberto Tedesco. La pronunciò all’inizio della fine, quando nel 2009 la prima grande inchiesta sulla Sanitopoli pugliese lo travolse mentre era uno dei politici più influenti della Puglia.
Alberto Tedesco si è spento a 77 anni dopo una lunga malattia. I lutti familiari e il lungo processo che alla fine lo aveva visto prosciolto per prescrizione dei reati lo avevano inevitabilmente segnato. Ma aveva conservato l’amara ironia e la lucidità della lettura politica, che dispensava – elegante e sornione - a chi fino a qualche mese fa lo incontrava tra le strade di Bari insieme al suo inseparabile cagnolino.
Socialista della prima ora, Alberto Tedesco è stato anche senatore del Partito democratico prima di transitare al gruppo Misto. Ma la sua casa politica resterà per sempre quella del Garofano rosso, fu lui a capo di una delegazione di socialisti a suggerire a Michele Emiliano il nome di un giovane ingegnere per un assessorato, quello di Antonio Decaro.
Lontano a lungo dalla scena pubblica, negli ultimi anni ha continuato ad essere attivo nella vita politica barese e pugliese nel campo del centrosinistra. In occasione delle elezioni comunali del 2024, è stato tra i promotori della Convenzione per Bari (sostenendo al primo turno il penalista Michele Laforgia e, al ballottaggio, il candidato del Pd e attuale sindaco Vito Leccese).








