L'incidente aereo nel sud del Perù, nel quale sono morti sette turisti italiani, non è il primo che coinvolge i piccoli velivoli che sorvolano le linee di Nazca, geoglifi tracciati sul terreno tra il 300 a.C. e il 500 d.C. dal significato e dall'origine misteriosa.Gli incidente precedenti Nel 2022, in un altro incidente erano morte sette persone, tra cui due cileni e tre olandesi, mentre nell'ottobre del 2010 erano morti quattro turisti britannici e due membri di equipaggio.

Riconosciute patrimonio dall'Unesco dal 1994 le Linee di Nazca sono situate nell'arida pianura costiera peruviana, a circa 400 km a sud di Lima. I geoglifi di Nazca e delle pampas di Jumana si estendono per circa 450 chilometri quadrati.Patrimonio dell'Unesco L'Unesco spiega che «queste linee, incise sulla superficie del terreno tra il 500 a.C. e il 500 d.C., rappresentano uno dei maggiori enigmi dell'archeologia per la loro quantità, natura, estensione e continuità. I geoglifi raffigurano creature viventi, piante stilizzate ed esseri immaginari, oltre a figure geometriche lunghe diversi chilometri. Si ritiene che avessero funzioni astronomiche rituali».Le stime del numero di turisti che sorvolano la zona oscilla tra 80.000 e 100.00 l'anno. In precedenza si sono verificati altri incidenti, il più grave nel 2010, quando un aereo impiegato in un volo panoramico sulle Linee di Nazca, precipitò nel deserto poco dopo il decollo, provocando 7 morti.Cosa sono le linee, il significato Linee e i Geoglifi di Nazca e Pampas de Jumana sono un insieme di giganteschi geoglifi tracciati nel deserto costiero del Perù meridionale, nella regione di Ica. Realizzate rimuovendo lo strato superficiale di pietre scure del terreno per far emergere quello più chiaro sottostante, costituiscono uno dei più importanti siti archeologici del continente americano. Secondo l'Unesco rappresentano un esempio del millenario mondo magico-religioso delle antiche società precolombiane fiorite sulla costa meridionale del Perù tra l'VIII secolo a.C. e l'VIII secolo d.C. Il sito archeologico, situato nelle pianure desertiche del bacino del Rio Grande de Nazca, si estende su una superficie di circa 75.358,47 ettari, dove per quasi 2.000 anni ininterrotti gli antichi abitanti della regione «hanno disegnato sul terreno arido migliaia di figure zoomorfe e antropomorfe di grandi dimensioni, nonché linee e tratti di straordinaria precisione geometrica, trasformando la vasta area in un paesaggio culturale altamente simbolico, rituale e sociale che perdura ancora oggi. Rappresentano una notevole manifestazione di una religione comune e di un'omogeneità sociale protrattasi per un lungo periodo di tempo», spiega l'Unesco.Chi diede un contributo decisivo allo studio delle linee di Nazca fu l'archeologa tedesca Maria Reiche - la cui storia è narrata in un film uscito nei mesi scorsi, «Lady Nazca, la signora delle linee» - che si dedicò allo studio e al restauro dei geoglifi e a lei si deve la scoperta di alcuni che non erano stati documentati in precedenza. La Reiche suppose che le linee avessero un significato astronomico, identificando tra l'altro la figura della Scimmia con l'Orsa Maggiore, il Delfino e il Ragno con la Costellazione di Orione.