Cecilia stai attraversando una estate importante, ricca di concerti: come stai vivendo questo momento della tua vita artistica?
Lo vico come un nuovo inizio ogni volta penso che sia un qualcosa che si rinnova. Sto muovendo i primi piccolissimi passi in questo oceano che è il mondo della musica, da sola o con la mia band sia in Italia che all’estero.
Sei stata protagonista a Lajatico dell’evento organizzato da Andrea Bocelli: mi racconti l’emozione della serata?
Lo sogno dal 2013, è stata la coronazione di un sogno che non potevo credere si avverasse. Uscendo dal palco avevo lo stesso sguardo di quando c’ero andata da volontaria e avevo gli occhi pieni di quelle dune e quel teatro, ero già ammaliata e mi ripetevo chissà se un giorno toccherà a me. Esserci è stato il rimbalzo di una vita e del lavoro fatto col mio team. Ho la consapevolezza che quel palco che per me vale come un Festival di Sanremo, è legato alla mia famiglia e a tante altre cose. Cantare con 160 bambini provenienti da ogni angolo del mondo è stata una emozione immensa.
In Triste Melodia c’è il sogno dell’America: per la tua generazione esiste ancora il sogno americano?








