di
Alessandra Arachi
L'eurodeputato del Pd: «Roma chiede solidarietà ma poi rompe i patti. Sospendere Schengen è stato un gesto costruito per propaganda interna»
Dario Nardella, eurodeputato Pd, è stato giusto sospendere Schengen? «È stato solo un danno. Non difende i confini. Ceuta è in Africa e chi si sposta da lì verso l’Europa passa già un controllo di polizia». Che danno è? «Scherziamo? Immaginiamo cosa vuol dire ripristinare i controlli interni alle frontiere tra Italia e Spagna. Con il turismo in agosto? Sospendere Schengen è stato un gesto costruito per propaganda interna che creerà tanti disagi nei porti, aeroporti, valichi per i controlli obbligatori a migliaia e migliaia di persone. Ormai questo esecutivo governa con i fatti di cronaca. Siamo arrivati al paradosso». Che paradosso? «A rompere questo principio di solidarietà tra gli Stati è proprio l’Italia che da anni chiede solidarietà agli altri. Ricordiamoci cosa successe con la Francia nel 2022- 2023». Ricordiamolo. «Fu Giorgia Meloni ad indignarsi per i respingimenti a Ventimiglia. È normale che adesso Sánchez risponda duramente all’Italia ricordando come, dati Frontex, negli ultimi cinque anni noi abbiamo avuto il doppio degli ingressi irregolari della Spagna. Il clima è davvero preoccupante».










