Non si placano le proteste per l’imminente installazione delle bancarelle in piazza Manin. Con la conclusione dei lavori di riqualificazione del percorso turistico pedonale, finanziato con fondi Pnrr, che dal parcheggio di Pietrasantina conduce alla Torre, è stato completato anche il tratto più "discusso": quello di piazza Manin, che appare ora sgombera dalle bancarelle. Ma gli accordi prevedono altro. Dopo la protesta dei bancarellai e il ricorso al Tar, poi respinto, l’amministrazione ha infatti trovato un accordo per far restare 12 delle 16 bancarelle, anziché le 6 previste dal progetto iniziale. Una decisione di compromesso che non è stata apprezzata da 5 associazioni ambientaliste, sia del territorio sia di fuori Pisa, che hanno espresso "totale contrarietà".

"Si sono tutti dimenticati che piazza Manin fa parte della zona buffer, cioè quel ‘cuscinetto’ che funge da ‘garanzia di un livello di protezione aggiuntiva ai beni riconosciuti come Patrimonio mondiale Unesco’", hanno affermato le associazioni, tra cui Amici della Terra Versilia, Comitato Difesa Alberi Pisa, Comitato per la Difesa di Coltano, Italia Nostra Pisa e La Città Ecologica.

"Dopo che siamo riusciti a mandare via quasi tutte le bancarelle dalla piazza e, nel 2019, grazie a una mobilitazione cittadina e a una petizione che raggiunse oltre 2.600 firme, tra cui molte ‘eccellenti’, compresa quella di Michele Jamiolkowski, ‘salvatore’ della Torre, a impedire che la giunta appena insediata consentisse il rientro delle bancarelle in piazza, proponendo al contrario di collocarle al parcheggio di Pietrasantina, ora si pensa di sistemarne ben 12 in piazza Manin".