Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLeonardo da Vinci e la sua presenza sul lago 530 anni fa, documentata nel 1496, vengono celebrati con un’esposizione itinerante che mostra, con riproduzioni delle sue opere dedicate al Bresciano, un legame carico di misteri che ha portato a ipotizzare che lo sfondo della Gioconda rappresenti le rive del Sebino. Lo stesso apparirebbe anche nella Madonna dei Fusi, commissionata al maestro dalla corte di Re Luigi XII nel 1501.
Una teoria avanzata da tempo dallo storico Sandro Albini di Sale Marasino: quindici anni fa, dopo approfonditi studi e viaggi in ogni borgo del Sebino, ipotizzò che nelle due tele fossero presenti alcuni luoghi del territorio lacustre come le tre cime del Trentapassi, l’Oglio, l’altipiano di Bossico, scorci di Sale Marasino e di Marone fino a Sulzano e alle sue frazioni alte, tra cui la bellissima Martignago. A confermare la tesi di Albini è stato persino l’indimenticato genio che ha reso immortale il lago d’Iseo e cioè Christo, che tra gli stessi paesaggi e acque azzurre realizzò la sua installazione The Floating Piers.
Nel film Walking on Water l’artista elogia la bellezza del territorio: "Vedete questa punta, le montagne che degradano verso il lago. Non c’è paesaggio migliore. Quella montagna sembra proprio lo sfondo della Monnalisa. Dove trovate uno sfondo migliore?". In effetti qualcosa di vero c’è: Leonardo passò da qui, questo è certo, dato che un suo disegno con la mappa del Sebino e della Valle Camonica è conservato a Windsor nella Royal Collection. Partendo da questo l’Amministrazione comunale di Marone ha allestito una mostra itinerante dal titolo “Marone sullo sfondo della Gioconda“ lungo un percorso che si snoda tra lungolago e centro storico con l’installazione di nove pannelli fotografici descrittivi che rimarranno visibili fino a fine anno.







