I tre capolavori del primo Rinascimento appena tornati "a casa", nel Chianti, dopo 25 anni di deposito alla Soprintendenza a Siena, rimarranno a Castellina. Anche dopo la mostra che terminerà il prossimo 10 gennaio. Lo ha precisato venerdì sera il sindaco, Giuseppe Stiaccini, alla presentazione dell’evento dinanzi a centinaia di persone. Una vera e propria folla nella piazza del Comune, dinanzi alla Rocca medioevale che ospita il museo e la sala consiliare dove le tre opere sono state collocate (e sono adesso visitabili).

Le tre tavole a tema sacro dipinte fra il XIV e XV secolo - lavori di Niccolò di Pietro Gerini, Bicci di Lorenzo e Cosimo Rosselli - facevano parte in tempi remoti del corredo della millenaria pieve di Sant’Agnese, della chiesa della piazza (entrambe di origine romanica) e del patrimonio d’arte sacra una volta custodito in San Sigismondo a Gaiole. Erano state trasferite a Siena decenni fa anche per motivi di sicurezza - all’epoca il rischio dei furti d’arte era alto - e poi accuratamente restaurate.

Ora, sono appunto di nuovo "a casa" e - ha affermato il sindaco Stiaccini dinanzi alla folla, tanti turisti ma anche persone ‘Doc’ di Castellina - "rimarranno qui, in sala consiliare, perché gli abitanti di Castellina lo hanno voluto. Non c’è solo il valore artistico, c’è anche quello della devozione". Stiaccini ha insistito sull’identità chiantigiana: "Abbiamo paesi che hanno perso residenti, ma non dobbiamo perdere l’identità".