Sono sempre i sogni a dare forma al cinema. E se parliamo del cinema di Federico Fellini, quei sogni li ha disegnati Dante Ferretti. "Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno – diceva il maestro riminese – Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato". A Ferretti (scenografo tre volte premio Oscar, nato a Macerata nel 43), il compito di decodificare il mistero e l’allusione cui tendeva Fellini. Lo ha fatto nel film E la nave va (1983), ma anche in Prova d’orchestra, La Città delle Donne (1979), Ginger e Fred (1986) e La voce della Luna (1990).
Il lavoro del 1983 dà anche il titolo alla mostra Dante Ferretti. E la nave va (a cura di Raffaele Curi), che domani alle 18,30 inaugura nella Sala Tonino Guerra del Grand Hotel di Rimini. La mostra, a ingresso libero e allestita nell’ambito de La Terrazza della Dolcevita, rimarrà aperta fino al 3 settembre e all’inaugurazione saranno presenti Ferretti, Simona Ventura e Giovanni Terzi. La serata continua con l’intervista allo scenografo e, a seguire, a Roberto Sergio, direttore generale Rai.
Maestro, che effetto le fa vedere i suoi bozzetti esposti nella città di Fellini? "Sono lavori realizzati con un grandissimo maestro, per me è stato fondamentale. È stato lui ad aprirmi le porte, permettendomi di andare in America e lavorare con Martin Scorsese. È stato davvero il massimo".







