Nella mia carriera "ho fatto oltre 1000 bozzetti, se avessi dovuto esporli tutti sarebbe servita Via del Corso...
magari avrei potuto appenderli su bar e pizzerie".
Lo dice all'ANSA con il consueto humour Dante Ferretti, uno dei più importanti scenografi del cinema mondiale da oltre 60 anni, tre volte Premio Oscar insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo.
Il mondo creativo che l'ha portato a lavorare, fra gli altri, con cineasti come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Martin Scorsese, Elio Petri, Tim Burton, Terry Gilliam, viene messo in scena da 'Dante Ferretti, con i miei occhi. I segreti del maestro della scenografia', la mostra che - dopo il debutto al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (Brescia) - viene allestita a Roma in una nuova versione dal 17 aprile al 19 luglio nei Musei di San Salvatore in Lauro.
Un'esposizione, organizzata da Il Cigno Arte in collaborazione con Vertigo Syndrome, che riunisce circa quaranta opere tra bozzetti, studi, lavori pittorici e materiali dello scenografo, nato a Macerata nel 1943. Un viaggio artistico che passa, fra gli altri, per il salotto decadente di Intervista col Vampiro, la fattoria di Kundun, il rinoceronte di E la nave va, la pagoda cinese di Gangs of New York, il faro di Shutter Island, la sala da ballo di Sweeney Todd, il mercato per lo scambio delle merci di Il settimo figlio.








