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Ho letto in questi giorni molte falsità e strumentalizzazioni sulla vicenda Montedomini che credo sia necessario chiarire. Mi preme innanzitutto dire che è totalmente falso l’aver sostenuto, per ignoranza, malafede o strumentalizzazione politica, che il Comune di Firenze ha permesso alla sua partecipata, che peraltro partecipata non è, poiché è un ente pubblico dotato di autonomia patrimoniale, finanziaria e contabile, di usare una parte, peraltro esigua (il 5%), del proprio patrimonio immobiliare per affitti turistici brevi, mentre al resto dei fiorentini tutto ciò è vietato. Le cose non stanno così. Gli appartamenti in questione, come ha spiegato il presidente Maurizio Frittelli, sono stati destinati ad affitti brevi in passato, quando le norme del Comune lo consentivano a tutti, quindi a tutti gli enti, a Montedomini e a tutti i fiorentini.

Gli affitti brevi di cui si parla risalgono agli anni in cui in città non erano in vigore il blocco urbanistico e il regolamento, che ha messo lo stop agli affitti turistici brevi. Altro discorso è quanto verificatosi nel 2024, relativamente alla richiesta di Cin di via Guelfa 81: in questo caso Montedomini ha già detto che procederà per vie legali. Vorrei ringraziare il presidente Frittelli che a titolo gratuito presta la sua opera perché Montedomini possa continuare la sua storica tradizione di aiuto e di supporto dei più fragili. Un ringraziamento anche a coloro che a titolo gratuito hanno operato e operano per Montedomini, istituzione attiva nel settore socioassistenziale con più di 550 anni di storia. La scelta della precedente gestione di Montedomini, che si può certamente discutere come tutte le scelte, aveva un solo e chiaro obiettivo: raccogliere le risorse necessarie per poter consentire e ampliare i servizi che Montedomini fa a favore degli anziani e delle persone fragili. Chi parla di speculazioni e di favori, semplicemente non sa di cosa sta parlando.