Serrande abbassate, attività sospese e un avviso che rinvia la riapertura della piscina comunale «a data da destinarsi». È quanto gli utenti dell’impianto di Casoria, affidato alla società Alba Oriens, hanno trovato all’ingresso. La vicenda è diventata immediatamente terreno di scontro politico, mentre sui social dilaga la protesta dei cittadini. Il cartello segnala un guasto al sistema di filtrazione che avrebbe provocato l’allagamento di un quadro elettrico, rendendo inevitabile l’interruzione immediata delle attività. La direzione assicura che gli abbonamenti saranno congelati e recuperati, ma la reazione della città è stata immediata. Sui social molti frequentatori lamentano non solo la sospensione del servizio, ma anche una comunicazione giudicata tardiva e poco trasparente. Per numerosi utenti la piscina rappresenta un punto di riferimento per attività sportive, riabilitative e terapeutiche, e l’assenza di alternative sul territorio amplifica il malcontento.
Casoria, i consiglieri blindano Bene: «Avanti con il nuovo corso»Le accuse Il consigliere comunale di opposizione Nicola Mangani ha sollevato dubbi sulla legittimità della gestione dell’impianto, ricordando che il soggetto affidatario risulterebbe moroso nei confronti del Comune da anni. Mangani parla di «inerzia amministrativa» e denuncia l’assenza di certezze per gli utenti che hanno pagato regolarmente il proprio abbonamento. Critico anche il consigliere Alessandro Graziuso, che definisce la vicenda «un doppio colpo per la collettività». In consiglio comunale è stato infatti riconosciuto un debito fuori bilancio di circa 7.000 euro, derivante da una sentenza legata a un ricorso contro il bando di gestione della piscina. Graziuso ricorda che, secondo gli atti, i canoni non versati dalla precedente gestione ammonterebbero a circa 900.000 euro. Annuncia che il suo gruppo politico si attiverà per tutelare gli utenti che hanno pagato per un servizio mai ricevuto e invita tutte le forze politiche a concentrarsi sulla riapertura dell’impianto e sull’accertamento delle responsabilità. La difesa La replica del sindaco Raffaele Bene non si fa attendere: «La vicenda deve essere affrontata nelle sedi ufficiali e non trasformata in polemiche sui social. Il consiglio comunale ha approvato una mozione che avvia la raccolta delle segnalazioni dei cittadini danneggiati dalla chiusura e attiva le procedure necessarie per tutelarli. Il Comune ha inoltre ottenuto la riconsegna della struttura da parte del gestore e ha incaricato tecnici qualificati di verificare lo stato dell’impianto». Il primo cittadino ribadisce che l’amministrazione, pur essendo parte lesa, mette al primo posto l’interesse dei cittadini e rinvia ogni valutazione sulle responsabilità al momento opportuno. Rivendica un metodo basato su atti, lavoro e risultati, piuttosto che su slogan e polemiche. Intanto la comunità resta sospesa. Tra guasti tecnici, contenziosi, accuse politiche e mozioni consiliari, il disagio degli utenti è evidente: molti avevano sottoscritto abbonamenti e oggi si ritrovano privati di un servizio essenziale. La richiesta è unanime: chiarezza, tempi certi e una gestione finalmente stabile e trasparente.









