Omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno.

Sono queste le accuse di cui dovranno rispondere tre persone iscritte nel registro degli indagati per il crollo della palazzina che, giovedì scorso, a Messina, nella zona di Pistunina, è collassata su se stessa come un castello di sabbia.

Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica diretta da Antonio D'Amato che sta coordinando le indagini affidate all'aggiunto Marco Colamonici, Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone.

I tre indagati sarebbero i due legali rappresentanti delle ditte impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, Alessandro Panarello e Pasquale D'Alì, dove doveva aprire una macelleria e l'ingegnere Pietro Leone.

I reati contestati indirizzano anche sulla strada investigativa imboccata dalla Procura per individuare le cause e le responsabilità del crollo e che sarebbero da ricercarsi nel cantiere aperto per il rimodernamento dei locali del piano terra. [articlepreview id="3063046" link="https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3063046/messina-il-crollo-della-palazzina-ci-sono-tre-indagati-lunedi-gli-interrogatori-in-procura.html"] Panarello aveva preso in affitto i locali dove sarebbe dovuta sorgere un nuovo punto vendita della sua attività commerciale, mentre D'Alì è il titolare dell'impresa incaricata della ristrutturazione dei locali.