Sanità in Calabria, la sezione di controllo ha stabilito che «non vi è luogo a pronuncia», nessuno stop al commissariamento quindi. Un esito che andrebbe nella direzione anticipata da Figliolia: «Il visto qui non è previsto»

LA CORTE dei Conti alla fine si è espressa sulla fine del commissariamento della sanità calabrese. E ha detto, in soldoni, che non c’era motivo di pronunciarsi.La formula, in calce al dispositivo licenziato venerdì dalla sezione centrale di controllo sugli atti del governo, dice testualmente così: «Il Collegio ha deliberato che non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento in epigrafe». Il provvedimento era la richiesta di visto e di registrazione della deliberazione del Consiglio dei ministri che il 22 aprile scorso ha stabilito l’uscita della Calabria dal commissariamento della sanità. I giudici contabili non hanno rilasciato il visto, ma neppure lo hanno negato: hanno stabilito di non pronunciarsi.

Un esito che sembra andare nella direzione anticipata dal sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria Ettore Figliolia. Cassazionista e avvocato dello Stato, ha gestito per conto del presidente Occhiuto la partita romana dell’uscita dal commissariamento. A partire proprio dalle interlocuzioni ministeriali che hanno preceduto la decisione del Consiglio dei ministri.