SOVERATO Si è conclusa a Soverato, con un grande successo di pubblico, la ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival, uno dei principali festival cinematografici del Mezzogiorno e tra le manifestazioni che hanno ospitato il maggior numero di Premi Oscar e protagonisti del cinema internazionale.Con la Direzione artistica di Gianvito Casadonte (nella foto con Caterina Murino), il Festival continua a mantenere al centro della propria missione la scoperta e la valorizzazione delle opere prime e seconde, accompagnando le nuove generazioni di registi e interpreti accanto ai grandi protagonisti del cinema mondiale. La sezione Documentari è stata curata da Antonio Capellupo, mentre quella internazionale da Silvia Bizio, da anni punto di riferimento tra Hollywood e il cinema italiano.Ambassador di quest’anno è stata l’attrice Fotinì Peluso, le serate sono state condotte da Carolina Di Domenico e Marco Maccarini.La Giuria del Concorso Italiano Opere Prime e Seconde, composta da Renato De Maria (Presidente), Marco D’Amore, Aurora Giovinazzo e Matteo Oscar Giuggioli ha assegnato i seguenti premi:
MIGLIOR OPERA PRIMA E SECONDA ITALIANA – TIENIMI PRESENTE DI ALBERTO PALMIERO
Motivazione: Nell’opera prima di Alberto Palmiero ci sono la sua mamma ed il suo papà. La città natia, le strade in cui è cresciuto, i suoi amici. I piccoli rituali che connotano la cultura di un popolo, un modo di parlare radicato alla terra, la timidezza tipica di chi, essendo cresciuto nella periferia del mondo, si sente troppo poca cosa per stare al centro dell’attenzione. Poi c’è una strada lunga che porta chissà dove e il coraggio di lasciarsi alle spalle queste piccole e magiche certezze per affrontare il futuro che mai si conosce davvero. Andare via, dire addio. “Tienimi presente” è un film pieno di fragilità e inciampi, non è un film perfetto (vivaddio!) ma è un film sincero, onesto che parla a tutti perché tutti conosciamo i tremori degli esordi, la paura che fanno gli inizi. Nel cinema in questo caso, come nella vita. Nell’amore come nell’amicizia. Il film si sviluppa con tale garbo e timida incertezza da riportare ciascuno di noi al momento cruciale in cui abbiamo imboccato quella strada, speranzosi e d intimoriti, col sorriso tra le lacrime. Proprio come Alberto.











