Conversazioni d’autore, musica ed emozioni hanno animato la terza serata della ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival, ideato e diretto da Gianvito Casadonte, nella suggestiva cornice del lungomare di Soverato, con un ricco programma dedicato al cinema e alle eccellenze del territorio.

Racconto a cuore aperto

Protagonista della conversazione d’autore condotta dal giornalista Antonio Capellupo è stato Marco D’Amore. L’attore e regista si è raccontato a cuore aperto ricordando le sue radici e la passione trasmessegli dalla famiglia: «È stata una fortuna che mio nonno e mio padre avessero una passione per il teatro e per la musica. Sono cresciuto in un ambiente fertile, da bambino ho avuto l’occasione di spiare il teatro dalle quinte e di andare alla Rai a Napoli. Ho ricevuto degli stimoli ma nessuno mi ha mai spinto o forzato, anzi i miei genitori fortunatamente sono stati i miei primi detrattori: la loro resistenza è stata il termometro della mia passione». Ripercorrendo la sua formazione ed etica professionale, D’Amore ha ricordato l’incontro decisivo a 18 anni con la compagnia di Toni Servillo: «È stato un privilegio entrare nella sua compagnia, un artista che ha sempre fatto coincidere lo stare sul palcoscenico con un certo integralismo delle scelte. È stato l’insegnamento più grande che ho colto da lui: avere un’etica e una morale». Interpellato sul peso di interpretare un personaggio complesso e controverso, come Ciro di Marzio in Gomorra, D’Amore ha detto: «Sono stato educato a un metodo che non ha metodi. Credo che ci siano delle zone d’ombra in ognuno di noi e il nostro mestiere ha come fondamento il gioco, che comprende la fine; quella fine è salvifica perché permette a un attore di prendere le distanze da tutto ciò che ha fatto». D’Amore si è poi soffermato sul profondo legame con la sua città: «Ho eletto Napoli a Nord della mia bussola, non c’è un altro luogo al mondo come Napoli, è tante cose insieme e mi stimola continuamente». Al termine del dibattito, Marco D’Amore è stato premiato sul palco con la prestigiosa Colonna d’Oro firmata da GB Spadafora.