Durante la prima tappa del Tour de France femminile, la spagnola Idoia Eraso è stata protagonista di una serie di momenti a dir poco particolari, senza mai riuscire a prendere una borraccia per dissetarsi.
La prima tappa del Tour de France Femmes 2026, che ha avuto il suo via ufficiale sabato 1° agosto sul circuito di 138 km con partenza e arrivo a Losanna, ha consegnato il primo maglia gialla ad una delle favorite in assoluto per Parigi, Lorena Wiebes. La sprinter olandese della SD Worx-Protime ha vinto in salita sulla Cote Saint-François, precedendo Kim Le Court-Pienaar e Demi Vollering. Tra attacchi, fughe e il ritmo alto del gruppo, però, le telecamere hanno catturato anche un episodio che ha fatto sorridere e riflettere allo stesso tempo: Idoia Eraso Lasa, atleta della Laboral Kutxa-Fundación Euskadi che prova a prendere almeno una borraccia. Inutilmente.
Idoia Eraso sbaglia tutte le volte: tre tentativi falliti miseramente La protagonista di una scena alquanto insolita è stata Idoia Eraso Lasa, della Laboral Kutxa-Fundación Euskadi. Mentre si è ritrovata in cosa ad un piccolo gruppo di corridori davanti ad una delle zone di rifornimento lungo il traciato della prima tappa, si è ritrovata a mancare tutte le possibilità di prendersi una borraccia, in una sequenza quasi da film comico. C'è un primo contatto quasi riuscito, poi la borraccia sfugge di mano. Eraso continua a mantenere il ritmo del gruppo, si gira, fa un gesto con la mano pronta a riprovare: ma niente, una seconda volta ancora è un fallimento e così una terza, con Eraso che alla fine, impreca e sbatte i pugni sul manubrio della propri bici. Perché accade ai professionisti e ai massimi livelli del World Tour Il "ravitaillement", ovverossia il rifornimento in corsa, soprattutto in un grande Giro come il Tour de France femminile, non è un gesto automatico di facile gestione. Le velocità medie sono alte, il ritmo del gruppo varia, gli autorizzati posizionati a bordo strada devono calcolare il momento esatto in cui allungare la mano, così come le cicliste che devono staccare una mano dal manubrio, mantenere l’equilibrio e coordinarsi con chi sta a bordo strada. In un plotone a ritmi sostenuti, anche un passaggio considerato "tranquillo" può diventare confuso e nascondere insidie. Le zone di rifornimento sono circoscritte, ci sono più squadre nello stesso tratto, più bottiglie, più gesti simultanei. Se poi si aggiunge il gran caldo, la stanchezza accumulata, il bisogno di idratazione costante e la necessità di non perdere la posizione, il mancato aggancio ad una borraccia rischia di diventare un episodio ordinario piuttosto che un’eccezione.















