Di: AP/AFP/Reuters/MgR La situazione degli incendi è migliorata nella parte occidentale del continente europeo, mentre peggiora in Grecia a causa dei forti venti che facilitano il moltiplicarsi e l’avanzare dei focolai.La Francia respiraIl rogo che ha devastato nei giorni scorsi circa 420 chilometri quadrati di pineta (quattro volte la superficie di Parigi) nel dipartimento della Gironda è ormai sotto controllo, anche se non ancora ufficialmente spento, e circa 200’000 persone evacuate nei giorni scorsi possono tornare alle loro abitazioni.Nel dipartimento del Var, circa 2’500 persone sono ancora sfollate e 1’300 pompieri rimangono impegnati, ha detto il prefetto Simon Babre, citato dalla radio pubblica francese France Info. L’incendio è contenuto, ovvero non sta più consumando nuovo terreno, ma in alcuni punti le fiamme sono ripartite “in un modo che sfida la nostra comprensione”, ha aggiunto il prefetto.Gli incendi di quest’anno sono stati i peggiori dal 1949 in Francia. Nel momento peggiore quasi 300’000 persone hanno dovuto lasciare le loro case. Alle abitazioni distrutte o danneggiate si aggiungono i danni causati all’economia: la sospensione della circolazione ferroviaria nella zona di Bordeaux, per esempio, o la fuga dei turisti che hanno cancellato prenotazioni in alberghi e campeggi.Non si registrano morti e nemmeno feriti, ad eccezione dei vigili del fuoco: oltre 330 pompieri hanno dovuto essere ospedalizzati, 119’000 ettari sono stati interessati dai roghi. 308 persone sono state fermate e di queste 33 incarcerate nel quadro di inchieste giudiziarie per incendio doloso o colposo.Il fumo degli incendi francesi - in particolare di quelli in Corsica, dipartimento dove sono attivi anche pompieri svizzeri - è stato avvertito persino a Firenze, dove alcune persone hanno chiamato i vigili del fuoco per segnalare odore di bruciato.La Grecia soffreDopo giorni di relativa calma, l’arrivo di venti fino a 130 chilometri orari ha fatto precipitare le cose in Grecia. Oltre 400 pompieri si battono contro le fiamme a Porto Germeno, 70 chilometri a nord di Atene, nel golfo di Corinto, località molto frequentata dagli abitanti della capitale. I forti venti impediscono di intervenire con aerei ed elicotteri.Altri focolai sono segnalati in diverse altre regioni del paese, compresa l’isola di Creta. Ci sono già diverse case e fattorie distrutte. Ordini di evacuazione sono stati diramati anche via telefono, ma non tutti li seguono. Il ministro della protezione civile Evangelos Tournas ha dichiarato alla radiotelevisione pubblica ERT che i vigili del fuoco in Grecia sono ormai allo stremo delle forze. Francia, Italia, Romania, Polonia, Slovacchia, Svezia, Bulgaria e Malta hanno inviato uomini e mezzi nel quadro del meccanismo UE di protezione civile.Il fumo degli incendi greci è arrivato fino alle coste nordafricane, a 750 chilometri di distanza.Il peggio è passato in SpagnaNella provincia di Castellon, nella valle di Uixo, il fuoco si è stabilizzato, dopo sette giorni e 10’000 ettari bruciati. L’ordine di evacuazione è stato revocato. La polizia ha trovato almeno due inneschi.Gli incendi nella regione di Madrid, che hanno consumato oltre 70’000 ettari, sono stati stabilizzati. Un nuovo focolaio, apparso ieri, è già domato. Sono invece ancora attivi i focolai nella provincia di Leon e nella confinante Zamora, ma gli esperti sono ottimisti quanto alla possibilità di averli presto sotto controllo.Il governo di Madrid ha dichiarato la fine dello stato di emergenza due giorni fa. Ora si fa la conta dei danni. Tra le aree colpite, ve ne sono alcune di alto valore ecologico, spiega la televisione pubblica spagnola RTVE.