Per gli amministratori di società controllate da Regioni ed enti locali tramonta il vincolo dei compensi ancorati al 2013. La magistratura contabile riconosce che un parametro vecchio di oltre un decennio non può frenare la gestione di realtà profondamente trasformate. Gli enti potranno rideterminare gli emolumenti in base a dimensioni societarie, risultati e complessità dell’incarico, con motivazioni rigorose, trasparenza e nel rispetto del tetto di 240 mila euro.
È quanto stabilisce la deliberazione n. 9/2026 della Sezione autonomie della Corte dei conti. Questa apertura arriva per sanare situazioni in cui il riferimento economico di oltre un decennio fa risulti inesistente oppure del tutto irrisorio a causa di trasformazioni societarie profonde.
I limiti del vecchio quadro normativo e lo sblocco per i compensi
Il quadro normativo ha vissuto per anni in un limbo transitorio, con le disposizioni vigenti che richiamavano limiti di spesa concepiti in un’ottica di emergenza finanziaria ormai lontana. Questa cristallizzazione ha spesso impedito di attrarre le migliori professionalità, creando un divario tra le responsabilità assunte e il trattamento economico garantito. La magistratura contabile ha ora chiarito che il principio del contenimento della spesa non può tradursi in una paralisi gestionale contraria al buon andamento dell'amministrazione.






