Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna e quindi, su disposizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha chiuso «le frontiere marittime e aeree con Madrid. In accordo con il collega francese Laurent Nuñez, inoltre, il titolare del Viminale ha deciso di rafforzare i controlli al confine tra Italia e Francia. L’annuncio è arrivato nella serata di ieri, dopo che sessantamila persone, una marea umana di migranti, 48 mila dei quali già tornati a casa, ha raggiunto a nuoto il territorio di Spagna con l’ingresso a Ceuta, exclave di Madrid in terra d’Africa insieme a Melilla, e ha messo in allarme non soltanto i responsabili della sorveglianza ai confini, ma anche i governi di mezza Europa, a partire da quelli spagnolo e italiano. Il premier iberico Pedro Sanchez, accusato dalla destra di avere generato l’invasione con la sua sanatoria dell’immigrazione irregolare alla quale hanno aderito oltre 500 mila stranieri, con 1,1 milioni di domande da esaminare, in visita a Ceuta per valutare gli interventi necessari, ha parlato di «attacco alla sovranità territoriale spagnola» e ha respinto le accuse dei governi italiano e finlandese, che avevano ventilato la possibilità di sospendere l’accordo di Schengen per impedire l’accesso di clandestini attraverso le frontiere spagnole. Eventualità, questa, anticipata da un post della presidente del consiglio, Giorgia Meloni, «valutiamo la sospensione di Schengen» e sostenuta anche dal vicepremier e presidente del consiglio, Antonio Tajani, che ha dichiarato: «L'immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, a oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani». Parole che hanno spinto la Spagna a convocare l’ambasciatore italiano a Madrid, in segno di protesta: «Da un paese amico e partner ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica», ha commentato il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares. È stato poi Sanchez a sottolineare che «la solidarietà e l’empatia sono opzionali, ma il rispetto dei trattati internazionali no». Numeri di Frontex (l’Agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne) alla mano, Sanchez ha ricordato che l’Italia è di gran lunga al primo posto in Europa per gli ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026, con 487 mila 600, seguita dai Balcani Occidentali, con 340 mila 600, dalla Grecia, con 259 mila 800, e dalla Spagna, con 234 mila 760. E ha concluso: «Non è tempo di dividere, è tempo di costruire un’Europa forte e unita». Certo è che, mentre la politica discute e si scontra, i migranti continuano ad arrivare e a morire. Per ora, nel tentativo di approdare a Ceuta, almeno 57 tra uomini e donne hanno perso la vita, ma il bilancio potrebbe aggravarsi. L’Ue, attraverso la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha fatto capire che la sanatoria di Sanchez non ha nulla a che fare con l’invasione, attribuita piuttosto a una sentenza della Corte suprema iberica che ha escluso la possibilità di rimpatrio per coloro che a nuoto raggiungono la terra di Spagna. Non è un caso che la presidente della Commissione abbia parlato di «immagini inaccettabili», di «attraversamenti pericolosi che devono fermarsi immediatamente», di «reti di contrabbando da smantellare», e di «rimpatri che devono essere rapidi, come permettono le nostre regole». Una dichiarazione che rappresenta un assist per Sanchez, sempre più solo tra partner europei che mettono le mani avanti. Oltre a Meloni, anche la premier danese Mette Frederiksen chiede la sospensione di Schengen, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha appoggiato «l'intenzione spagnola di non permettere che i migranti illegali entrino nel continente europeo» e ha esortato il Marocco a «rafforzare immediatamente l'ordine di ritorno di coloro che sono entrati a Ceuta nelle ultime ore». Dagli Stati Uniti è partito un duro attacco nei confronti di Sanchez, accusato dagli uomini di Trump, e poi dallo stesso presidente, di avere favorito l’immigrazione illegale.
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