«Non sono riuscito a vendere la mia cartolibreria ed edicola, ma un piccolo risultato il centro storico l’ha ottenuto: domenica si inaugura una nuova rivendita di giornali». Vincenzo Parrulli, 69 anni, seconda generazione dopo i suoi genitori Salvatore e Caterina, al timone insieme alla moglie Teresa dell’attività di via Matteotti 26, che nel 2019 ha tagliato il traguardo degli 80 anni, si era dato un po’ di tempo prima di abbassare definitivamente la saracinesca e raggiungere i suoi figli a Milano. I suoi crucci erano più di uno: lo sconforto di lasciare 42mila abitanti orfani dell’ennesima rivendita, in una città che ne vanta appena 3 e che negli anni d’oro è arrivata ad averne 10; ma anche la responsabilità di concorrere a svuotare il centro storico, già fiaccato dalla chiusura di numerose attività commerciali e lontano dall’essere il cuore pulsante della città, salvo in occasione di eventi e manifestazioni che richiamano passeggio. Sperava, nel frattempo, di poter trovare un acquirente, perché «la carta stampata in parte sarà anche stata sostituita dal digitale, ma i clienti affezionati al cartaceo ci sono eccome, pronti a difendere con le unghie e con i denti la lettura lenta e riflessiva che solo il cartaceo offre. E poi, si possono vendere libri, materiale scolastico, gadget, figurine, e non si smette mai di conoscere gente e di diventare loro confidente».
Gravina, dopo 80 anni chiude la storica cartolibreria ma lascia un ultimo dono alla città
La storia di Vincenzo Parrulli, che non voleva abbassare la saracinesca di un fondamentale presidio di democrazia. Il dono di cancelleria e materiale scolastico alle realtà sociali cittadine. E intanto una nuova edicola aprirà in via Matteotti







