La risposta di Sanchez: «Preoccupato per la reazione di alcuni governi europei»Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha indirettamente risposto alla missiva dei 22, inviando a sua volta una lettera all'Ue: «Vi scrivo per esprimere la mia profonda preoccupazione per la recente reazione mostrata da alcuni governi europei in seguito all'incidente verificatosi alla frontiera esterna dell'Unione europea a Ceuta» si legge.
Chi sono i leader europei che hanno firmatoOltre ai primi ministri di Italia e Danimarca, promotori dell'iniziativa, la lettera è firmata dai leader di Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Ungheria, Lituania, Olanda, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia.
La lettera: «Non possiamo permettere che attraversamenti di massa incontrollati»Questo il testo della lettera: «Vi scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione per i recenti sviluppi al confine esterno dell'Unione europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire ai trafficanti di esseri umani di mettere in discussione l'integrità delle frontiere esterne dell'Unione. Riconosciamo che la recente sentenza della Corte Suprema spagnola è stata sfruttata per innescare questo attacco e abusare del nostro sistema di migrazione e asilo. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e contrastare senza tregua l'immigrazione illegale, coordinando le nostre azioni, rafforzando le frontiere esterne e affrontando tutte quelle politiche che possono costituire un fattore di attrazione (pull factor), come la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari. Non possiamo permettere che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride alimentino la percezione che sia possibile entrare illegalmente nell'Unione europea. Né che un ingresso illegale possa trasformarsi in un soggiorno legale. Una simile percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica comune in materia di migrazione e avrebbe ripercussioni su tutti gli Stati membri. La situazione attuale sottolinea inoltre l'importanza della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione e la necessità di una sua attuazione rapida ed efficace. Gli eventi degli ultimi giorni richiedono una risposta europea immediata e coordinata. Accogliamo con favore la stretta cooperazione tra Spagna e Marocco per garantire il rapido rimpatrio dei migranti entrati illegalmente e rileviamo che un gran numero di essi è già stato rimpatriato. Ci aspettiamo che, con il sostegno dell'Unione europea, la situazione venga riportata pienamente sotto controllo».










