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di M. Pre.

Alle 19.46 di venerdì 31 luglio, la terra sotto Napoli e provincia ha tremato più forte di quanto non facesse da quarant'anni. Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7, ipocentro a soli 3 chilometri di profondità tra Pozzuoli e Quarto, ha svuotato le case dell'area flegrea e riportato migliaia di napoletani in strada nel cuore della notte. Il bilancio, aggiornato dalla Protezione Civile, parla di 21 feriti, crolli di edifici disabitati, il cedimento parziale di un traliccio dell'alta tensione ad Agnano che ha lasciato al buio interi quartieri tra Napoli e Pozzuoli, treni fermi nel nodo partenopeo e il porto di Pozzuoli chiuso al traffico dei traghetti. Alla scossa principale ha fatto seguito uno sciame con decine di repliche, la più intensa delle quali di magnitudo 3.8 poco prima delle 22. Non è un episodio isolato, ma il capitolo più violento di una crisi bradisismica che va avanti da anni.

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