Questura e Procura di Crotone chiedono la sorveglianza speciale per l’ex presidente della Provincia Manica nell’ambito dell’inchiesta Teorema.

CROTONE — Non più solo uno strumento per recidere le radici della criminalità organizzata di tipo mafioso, ma una misura di prevenzione d’urto applicata ai “colletti bianchi” e ai presunti reati contro la Pubblica Amministrazione. Il questore Renato Panvino e il procuratore Domenico Guarascio hanno avanzato la richiesta formale per l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti dell’ex vicepresidente dell’Ente, Fabio Manica. Una scelta di “linea dura”, rara in ambiti legati a tangenti e appalti pilotati, con cui gli inquirenti intendono stangare la presunta pericolosità sociale qualificata attribuita al presunto vertice di un’associazione a delinquere dedita a una serie di reati contro la PA.

Il legislatore, infatti, tra le nuove “emergenze sociali” connesse alla criminalità economica indica i reati dei cosiddetti “colletti bianchi”, come specifica il questore in un’articolata istanza all’autorità giudiziaria. La norma parifica l’allarme sociale derivante dal drenaggio di risorse pubbliche a quello dei sodalizi di matrice mafiosa. Da qui la proposta avanzata congiuntamente dal questore e dal procuratore alla Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro. L’udienza è già fissata per il prossimo 9 novembre.