Operazione Teorema, l’ex vicepresidente Manica ai domiciliari: un interrogatorio potrebbe aprire nuovi filoni sul sistema tangenti a Crotone
CROTONE – Dopo alcune parziali ammissioni, passa dal carcere agli arresti domiciliari Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia e principale indagato nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti che ha portato nelle settimane scorse all’operazione Teorema. Lo ha deciso la gip Assunta Palumbo col parere favorevole del procuratore Domenico Guarascio e della sostituta Rosaria Multari. Accolta la richiesta dei difensori di Manica, gli avvocati Francesco Gambardella e Roberto Coscia.
L’istanza difensiva è stata avanzata al termine di un serrato interrogatorio, protrattosi per due giorni nel corso della scorsa settimana. Se lo stesso gip che aveva emesso la misura cautelare in carcere, confermata dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, ha cambiato idea nel giro do poco tempo è perché sono emersi elementi nuovi. Manica avrebbe ammesso alcune responsabilità in ordine a fatti illeciti che, secondo i difensori, non sono qualificabili giuridicamente come corruzione. Non ha ammesso di aver fatto parte di un’associazione a delinquere.
Ma, da quanto è stato possibile apprendere, le sue corpose dichiarazioni potrebbero contribuire a far aprire nuovi filoni di indagine. I verbali di interrogatorio potrebbero pertanto contenere diversi passaggi omissati. Rimane intatto, per il momento, l’impianto dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip a carico di cinque persone. Secondo l’accusa, Manica e un gruppo di professionisti avrebbero fatto parte di un’associazione per delinquere dedita a reati contro la PA. Tra gli altri reati contestati, quelli di corruzione, falso, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata.







