Concluse le indagini sul duplice omicidio dei coniugi di Vallefiorita Bruno-Raimondi, “avvisati” il boss di Cutro Grande Aracri e altri due.
CATANZARO – La Procura distrettuale antimafia di Catanzaro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai presunti mandanti e ad uno dei presunti killer accusati del duplice omicidio di Giuseppe Bruno e della moglie Caterina Raimondi, trucidati a colpi di kalashnikov il 18 febbraio 2013 a Squillace. Un delitto brutale che ha segnato la storia criminale del Soveratese e del Catanzarese e le cui responsabilità, a distanza di anni, trovano oggi una nitida ricostruzione giudiziaria. Questo troncone dell’inchiesta delinea le posizioni del boss ergastolano di Cutro Nicolino Grande Aracri, ritenuto il mandante, di Salvatore Abbruzzo, di Borgia, indicato come l’organizzatore ed esecutore della strategia logistica, e di Sandro Ielapi, oggi collaboratore di giustizia, accusato di aver fatto parte del commando. Il presunto esecutore materiale Francesco Gualtieri, incriminato per primo, è già sotto processo.
Il summit a Cutro e il gesto alla “Ponzio Pilato”
Al centro dell’impalcatura accusatoria c’è la ricostruzione dei vertici di ‘ndrangheta tenutisi nella tavernetta di Grande Aracri a Cutro nell’estate e nell’autunno del 2012. L’argomento all’ordine del giorno era l’insubordinazione di Giuseppe Bruno, capo della ‘ndrina di Vallefiorita. Bruno rifiutava la linea espansionistica verso Soverato per timore di condanne pesanti. Era accusato dal gruppo Catarisano di Borgia di trattenere per sé i soldi delle estorsioni destinati al sostentamento dei detenuti.







