Si chiude con un’archiviazione una delle vicende di cronaca che più hanno segnato il Cilento negli ultimi anni. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania, Giuseppe Saponiero, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti dell’imprenditore Aurelio Valiante, accusato di omicidio e tentato omicidio, riconoscendo che, nella drammatica notte tra il 22 e il 23 giugno 2025, agì per legittima difesa durante il violento assalto alla propria abitazione di Foria di Centola.
Con il provvedimento depositato due giorni fa, il Gip ha accolto integralmente la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica, ritenendo che gli elementi raccolti nel corso delle indagini non consentano alcuna ragionevole previsione di condanna, essendo pienamente operante la scriminante della legittima difesa prevista dall’articolo 52 del Codice Penale o, comunque, la causa di esclusione della colpevolezza prevista dall’articolo 55. LA RICOSTRUZIONE Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, quella sera tre cittadini albanesi si introdussero nell’abitazione dell’imprenditore mentre quest’ultimo si trovava in casa con la moglie. Dopo aver avvertito rumori provenienti dalla camera da letto, Valiante afferrò il fucile, regolarmente detenuto, e uscì nel giardino. In quei pochi istanti vide tre uomini fuggire dalla finestra della camera. L’imprenditore intimò loro di fermarsi, ma uno dei malviventi, dopo essersi impossessato della pistola calibro 357 Magnum custodita nella cassaforte dell’abitazione, raggiunse un terrapieno sopraelevato e aprì il fuoco contro il proprietario della villa. Gli accertamenti balistici hanno stabilito che furono esplosi almeno tre colpi in direzione di Valiante. Proprio gli esami balistici hanno rappresentato uno degli elementi decisivi dell’inchiesta. LE CONFERME Le consulenze tecniche hanno infatti confermato la compatibilità della traiettoria dei proiettili con la versione sempre fornita dall’imprenditore, dimostrando che egli rispose a un’aggressione armata e non fu il primo a sparare. Al contrario, sono state ritenute inattendibili le dichiarazioni rese dal superstite Xhuljan Curti, in più punti smentite dai rilievi tecnici: ha negato informazioni sui complici, sulla vettura utilizzata e perfino gli spari rivolti contro Valiante. L’aggressione avvenne all’interno della proprietà privata, l’imprenditore utilizzò un’arma legalmente detenuta e reagì mentre era in corso un attacco armato idoneo a mettere in pericolo la sua stessa vita. Nella motivazione si sottolinea inoltre che Valiante fu costretto a ripararsi dietro un pilastro del portico per sottrarsi ai colpi esplosi dai rapinatori e che, in quelle condizioni di buio, concitazione e inferiorità numerica, non disponeva di alternative concrete alla reazione. Quella notte Valiante esplose due colpi di fucile. Uno raggiunse Xhuljan Curti, rimasto gravemente ferito e successivamente trasportato all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, prima del trasferimento in una struttura sanitaria napoletana. LA TENSIONE L’altro colpì mortalmente Rivaldo Rusi, che cadde all’interno del giardino dell’abitazione. La vicenda assunse contorni ancora più drammatici nelle ore successive. Mentre Curti veniva soccorso, il corpo di Rusi non fu trovato dai carabinieri intervenuti sul posto. Dal giorno successivo, i familiari del giovane albanese raggiunsero Foria di Centola e si radunarono davanti alla villetta di Valiante chiedendo la restituzione del corpo. Furono giorni di forte tensione, con la presenza costante delle forze dell’ordine e una comunità profondamente scossa. Solo il 25 giugno Valiante si presentò spontaneamente in Procura, accompagnato dal proprio difensore, l’avvocato Antonello Natale, confessando che preso dal panico aveva nascosto il cadavere. La salma venne recuperata dai carabinieri proprio grazie alle indicazioni fornite dall’imprenditore. Per l’occultamento di cadavere, ci sarà un altro percorso processuale. Intanto piena soddisfazione per l’archiviazione è stata espressa dall’avvocato Natale: «Sul piano giuridico non posso che esprimere piena soddisfazione. Rimane, però, un profondo rammarico sul piano umano per la morte di un giovane, una tragedia che nessuno avrebbe mai voluto vivere».








