Oltre ottomila bambini delle elementari in 42 Comuni emiliano-romagnoli rientreranno a scuola con due settimane d’anticipo. Niente lezioni tradizionali, ma attività ludiche e ricreative per aiutare i genitori lavoratori prima dell’inizio ufficiale del calendario scolastico.
Finiscono le ferie, chiudono i centri estivi tradizionali e la prima campanella di settembre è ancora lontana: per migliaia di famiglie con genitori lavoratori, le ultime due settimane di agosto rappresentano da sempre un rompicapo organizzativo ed economico. Per rispondere a questo bisogno concreto, l'Emilia-Romagna ha deciso di mettere in campo una misura innovativa. Dal 31 agosto prende il via un grande progetto pilota che vedrà riaprire in anticipo i plessi scolastici del territorio, accogliendo oltre ottomila alunni per un rientro "morbido" e decisamente alternativo. Vediamo nel dettaglio come è strutturata l'iniziativa, chi potrà usufruirne e quali sono i piani per il futuro.
A chi è rivolto il rientro anticipato La sperimentazione è destinata ai bambini della scuola primaria, ovvero nella fascia d'età compresa tra i 6 e gli 11 anni. Per questa prima fase di avvio, la misura non coprirà a tappeto l'intero territorio regionale, ma coinvolgerà 42 Comuni e Unioni di Comuni. Tra le realtà apripista figurano tutti i principali capoluoghi (da Bologna a Parma, passando per Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Ferrara, Forlì, Ravenna, Rimini e Cesena) affiancati da importanti aggregazioni locali come il Nuovo Circondario Imolese e le Unioni della Bassa Romagna, delle Terre d'Argine e della Romagna Faentina. Come funziona: attività ricreative e zero lezioni Chi immagina i bambini seduti tra i banchi a fare compiti o lezioni d'italiano e matematica si sbaglia. Nelle due settimane che precedono l'avvio formale della scuola (dal 31 agosto al 14 settembre), gli spazi scolastici ospiteranno esclusivamente:







