Il dramma antico non è morto, anzi. Anno dopo anno, le rappresentazioni classiche messe in scena al Teatro Greco di Siracusa dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico (Inda) sono diventate una tappa fissa per gli amanti dello spettacolo. Da tutto il mondo arrivano nella città fondata dai Corinzi nel 733 a.C. in cerca di un biglietto per assistere alle opere scritte da Sofocle, Eschilo, Omero, Euripide, Aristofane e altri drammaturghi dell’antichità. Ma come avviene per i concerti dei cantanti, molti degli spettacoli sono sold out in poche settimane, lasciando a bocca asciutta chi avrebbe voluto vedere Edipo Re, Antigone, Alcesti o I Persiani.

La stagione – la più importante dedicata al teatro classico stabile in Italia – quest’anno ha segnato un nuovo record: oltre 201.550 mila biglietti venduti, un successo che ha prodotto per l’Inda un incremento di più del 50% del valore di produzione, e che nel 2025 ha raggiunto 9.831.046 di euro.

Quello che fino a poco tempo fa era considerato uno spettacolo di nicchia, destinato solo ad appassionati di opere classiche e cultori del settore, oggi invece è accessibile a tutti. “Siamo nati oltre cento anni fa come un istituto di studio e di ricerca che produce spettacoli teatrali nell’antico teatro greco di Siracusa, il nostro compito è quello di far conoscere il dramma antico, rispettando la fedeltà del testo”, spiega a ilfattoquotidianno.it la consigliera delegata dell’Inda, Marina Valensise.