Quando gli utenti creano un link per condividere una conversazione con il chatbot di Anthropic stanno rendendo ogni parola trovabile tramite Google anche dagli sconosciuti

Se avete creato un link per condividere un progetto realizzato con Claude, il chatbot di Anthropic, avete messo tutti i contenuti a disposizione di chiunque tramite una semplice ricerca su Google. Questo perché, quando un utente crea un link per condividere una sessione di Claude o un progetto, questo viene indicizzato da Google: usando le parole giuste nella barra di ricerca è possibile accedere al contenuto del progetto. Nell’ultima settimana sono trapelate informazioni personali, numeri di portafoglio per le criptovalute, sessioni di psicoterapia, software di analisi medica e molti altri progetti e raggruppamenti di dati sensibili.

Come è stata scoperta la falla

Il caso è partito dalla segnalazione dell’utente di Reddit Void1, che nel forum dedicato al chatbot di Anthropic ha pubblicato un post in cui spiega come usare Google Dork (una modalità di ricerca specifica dedicata alle pagine web complesse da trovare) per accedere a qualunque chat avuta con Claude e trasformata in un link. Il metodo funziona sia per le conversazioni testuali sia per Artifacts, lo spazio sviluppato da Anthropic per testare le applicazioni prodotte da Claude. Al momento, l’azienda ha disabilitato l’indicizzazione da parte di Google, ma chi ha conservato il link diretto alla chat specifica può ancora accedervi. A spaventare utenti e ricercatori di cybersicurezza è stata la completa assenza di filtri o barriere e quindi la facilità con cui un completo estraneo poteva accedere a credenziali, numeri di conto o altri dati estremamente sensibili.