Lavorare d’estate sotto il sole espone al pericolo dei colpi di calore. Ma anche può essere rischiosa anche l’attività al chiuso o in assenza del sole, quando la temperatura esterna è molto alta ed è associata a un elevato tasso di umidità o alla mancanza di ventilazione. Dai primi di giugno, il servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (PISLL) di Empoli ha registrato un dato emblematico: circa 15 richieste di intervento per problematiche legate
ai colpi di calore. Ma ancora più significativo è il fatto che le criticità sono scaturite in gran parte da attività al chiuso, coinvolgendo settori diversificati come concerie, officine meccaniche e manifatture in genere. "Questi ambienti – spiegano i tecnici del servizio Asl Tc – subiscono fortemente l’impatto del clima esterno ed in assenza di adeguate condizioni organizzative e microclimatiche creano un elevato stress termico per gli operatori". Le ispezioni del PISLL hanno portato all’emanazione di fogli di prescrizione con l’obbligo di adottare immediate misure preventive.
La vicenda si inserisce nella strategia di prevenzione della Regione Toscana. Con l’Ordinanza n. 2 del 28 maggio 2026, la Giunta ha infatti vietato il lavoro continuativo tra le 12.30 e le 16 per agricoltura, cantieri edili e cave nei giorni in cui il sito Worklimate (INAIL) segnala rischio “ALTO“. Al contempo, le Linee di indirizzo regionali (Delibera G.R. n. 806/2025) ricordano che la valutazione del rischio microclima (D.Lgs. 81/08) è obbligatoria anche per i locali indoor non climatizzati. "I datori di lavoro devono riorganizzare gli orari, garantire pause in zone fresche, acqua potabile e abbigliamento idoneo, tutelando la salute dei lavoratori sia all’aperto che nei reparti produttivi", aggiungono i professionisti degli uffici empolesi.






