Firenze, 1 agosto 2026 – “Non chiamiamola più emergenza caldo: ormai è la normalità”. Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg, sottolinea come le ondate di calore non siano più eventi eccezionali concentrati in poche settimane, ma periodi sempre più lunghi da giugno a settembre che mettono sotto pressione il sistema sanitario. A cambiare non è soltanto il clima, ma anche la popolazione: sempre più anziana, con un numero crescente di persone affette da patologie croniche e quindi maggiormente esposte agli effetti delle alte temperature.

La conseguenza è evidente negli ambulatori dei medici di famiglia. “Non misuriamo il caldo col termometro, ma col numero di persone fragili che ogni giorno chiedono aiuto”. Si parla di un aumento del 20-30% di richieste di assistenza in queste settimane bollenti. “È una pressione assistenziale che ormai si ripresenta ogni estate: impone una diversa organizzazione della medicina territoriale”.

Caldo asfissiante, attenzione alle persone anziane e ai soggetti fragili

I soggetti più vulnerabili

Gli anziani restano i soggetti più vulnerabili, in particolare gli over 75, ma non sono gli unici. Le persone con scompenso cardiaco, ipertensione, diabete, broncopneumopatie croniche, pluripatologie o ridotta autonomia rischiano più facilmente disidratazione, cali pressori, vertigini, cadute e riacutizzazioni delle malattie croniche. Aumentano anche i casi di acutizzazione psico-sociale, di fronte a un caldo che non dà tregua neanche di notte.