Le guerre e le tensioni internazionali non stanno frenando la voglia di viaggiare.
Le rotte divenute rischiose vengono sostituite da mete più sicure, ma chi, come Redion, lavora per assistere chi si muove in giro per il mondo sta continuando a registrare una crescita del giro d'affari anche all'interno di questo scenario complicato.
Redion è il nuovo brand del gruppo Generali che, sotto un'unica piattaforma globale (Care), ha riunito da qualche settimana le attività della ex Europ Assistance (assistenza e polizze viaggi) e di Generali Employee Benefits (servizi ai dipendenti), dando vita a un unico aggregato che, visti i numeri in gioco, rappresenta un pilastro portante per il gruppo guidato dal chief executive officer Philippe Donnet.
Da Redion arrivano 5,8 miliardi di euro di ricavi all'anno e per la società lavorano oltre 12 mila dipendenti in più di 190 Paesi in giro per il mondo.«Grazie all'acquisizione di Swiss Life Network, avvenuta all'inizio inizio di quest'anno e che ha apportato 1,5 miliardi di euro di ricavi, siamo già la prima impresa al mondo nel settore degli employee benefit», dice a Milano Finanza Antoine Parisi, il manager italo-francese a capo della società. «Mentre siamo i secondi se guardiamo all'assistenza e all'assicurazione viaggi a livello globale (alle spalle del gruppo assicurativo tedesco Allianz, ndr), ma nel giro di qualche anno saremo i primi anche in questo mercato», promette.






