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Nelle strategie di pianificazione patrimoniale occorre sempre tenere conto della sostanza economica delle strutture che si vanno a creare e implementare in quanto la forma può essere superata se non coerente, appunto, con la sostanza. Il concetto è ribadito dalla giurisprudenza. Infatti con l'ordinanza n.18549/2026 la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione affronta il rapporto tra trust e assegno di mantenimento, confermando il principio secondo cui nella valutazione della capacità economica delle parti il giudice deve guardare alla situazione sostanziale e non soltanto alla titolarità formale dei beni.

La vicenda trae origine da un giudizio di separazione nel quale il marito contestava la quantificazione dell'assegno di mantenimento alla moglie sostenendo che i giudici di merito avevano illegittimamente ricondotto alla sua capacità contributiva il patrimonio del trust Redwood, del quale era stato disponente e trustee sino al 2020. Secondo il ricorrente, l'avvicendamento di una società nella posizione di trustee aveva determinato il definitivo venir meno della propria disponibilità sui beni segregati, che non potevano quindi essere considerati ai fini della valutazione delle sue condizioni economiche.