Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti

I mercati sono nel pieno dell'estate, un periodo tradizionalmente caratterizzato da scambi ridotti. Proprio la rarefazione dei volumi, però, rischia di amplificare la volatilità qualora dovessero riemergere notizie negative. «La combinazione di incertezza sulla politica monetaria, incognite geopolitiche e sensibilità agli utili, mantiene elevata la probabilità di un aumento del nervosismo sui mercati», premette Anthony Willis, economista di Columbia Threadneedle Investments. Un assaggio si è avuto negli ultimi giorni di luglio: i mercati azionari globali hanno chiuso la settimana con una volatilità alimentata dai dati macroeconomici, dagli sviluppi geopolitici e dalle incognite sulla crescita degli investimenti dei colossi AI. «Se da un lato i fondamentali risultano solidi, i mercati sembrano invece essere dubbiosi sul prezzo di alcuni titoli e sul settore tech in generale», dice David Pascucci, analista di Xtb. Il Nasdaq, ad esempio, ha rimbalzato giovedì 30 luglio dopo la riunione della Fed, sostenuto dal rally del 15% del titolo Microsoft premiato per la trimestrale. L'indice Usa resta però oltre il 10% sotto i massimi di un mese e mezzo fa. Anche Kospi della Corea, che ha una forte componente tecnologica, ha avuto di recente massicce vendite, e segna -40% dai massimi di giugno.