Prima si lamentavano tutti del Launchpad, quella interfaccia che si sovrapponeva al Finder di macOS proponendo tutte le app della cartella Applicazioni con una disposizione a griglia “gigante”, come la springboard di iOS e iPadOS. Poi, quando Apple l’ha eliminato con macOS Tahoe, molti (incluso il sottoscritto) hanno cominciato a lamentarsi.
Perché il Launchpad per alcune persone, soprattutto quelle più visive che si ricordano con maggiore facilità una icona e non un nome da cercare con Spotlight, serviva parecchio. Chi scrive, in ogni nuovo Mac passava una mezz’oretta, dopo aver riscaricato tutte le sue app, a organizzarle esattamente nello stesso modo dentro Launchpad.
Dopo aver sofferto alcune settimane per non poter utilizzare più la app, che nel caso di chi scrive veniva evocata con un angolo attivo, sono arrivate le prime soluzioni di qualità. Tra queste una ha fatto scuola fin da subito: LaunchOS del Remix Design Studio. App a pagamento (ma si può usare anche la versione base gratuita) che ha raggiunto un notevole livello di perfezionamento e funzionalità minimaliste con la versione 2.0. L’abbiamo provata per voi.
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Il vuoto lasciato da Apple







