«Nel carcere Ucciardone c'è un forte clima di tensione e una grave mortificazione dei diritti, in un contesto nel quale, nonostante l'impegno della polizia penitenziaria e l'estraneità di tanti detenuti dalle logiche mafiose, si registrano forti infiltrazioni delle cosche, come ha denunciato il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia». Lo ha detto l'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Leoluca Orlando, che stamattina, insieme all'europarlamentare del Pd Giuseppe Lupo e all'avvocato Dario Zimmardi, assistente parlamentare al Parlamento europeo, ha visitato il carcere Ucciardone. L'incontro è stato organizzato dal garante dei detenuti del Comune di Palermo, Pino Apprendi.«Questa ispezione – ha aggiunto Orlando – ha confermato le criticità delle condizioni in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria e in cui i detenuti scontano le loro pene. Si registrano atti di autolesionismo, scioperi della fame e la presenza di soggetti con patologie psichiatriche che avrebbero bisogno di un diverso tipo di assistenza, ma sono abbandonati in locali soffocanti. Una situazione che lede i diritti umani e sulla quale valuteremo se intraprendere un'iniziativa al Parlamento europeo».Con Orlando anche Giuseppe Lupo, che ha sottolineato «le difficili condizioni della nona sezione del carcere, che deve essere chiusa. Si tratta di un luogo per il quale non è possibile rimediare alle carenze igienico-sanitarie e ai gravi deficit strutturali».Per il garante dei detenuti del Comune di Palermo, Pino Apprendi, «i cittadini devono avere gli stessi servizi, anche quando sono detenuti, al di là della pena che stanno scontando. Non ci stancheremo mai di chiedere la chiusura della nona sezione, invivibile anche per il personale della polizia penitenziaria. Ci siamo confrontati con diverse persone che hanno rappresentato gravi problemi di salute e denunciato l'assenza delle istituzioni che dovrebbero dare risposte a importanti istanze».