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La più giovane ha solo 21 anni, Alessandra Frazzica, e lavorava come commessa nel negozio al primo piano della palazzina che, ieri, è collassata su sé stessa alla periferia sud di Messina. Alessandra è dispersa, l'ultima a vederla è stato il suo collega Davide Lambiase: correvano insieme mano nella mano alla ricerca di una via di fuga, ma lei non ce l'ha fatta. E la 21enne è rimasta sotto le macerie, come altre quattro persone: Sara e Rosa Leone, settantenni, sorelle, figlie dello storico proprietario dell'edificio Giuseppe Leone, molto noto in città per la sua attività imprenditoriale. All'appello manca anche Santino Magazzù, marito di Rosa, e il collaboratore domestico della coppia dello Sri Lanka, Lhairu Warnakulasuriya.Non ci sono più speranze invece per Carmelo Leone, fratello di Sara e Rosa. Stamattina, dopo ore di ricerche i vigili del fuoco, che per tutta la notte hanno scavato tra le macerie, ne hanno trovato il corpo senza vita.
I roghi che rallentano i soccorsi
A rendere molto complicate le operazioni dei pompieri sono i roghi alimentati dalle batterie stoccate nel piano seminterrato dell'edificio, come indicato dai vigili del fuoco in una nota; nelle prime ore era circolata anche l'ipotesi che l'incendio fosse partito dalle batterie al litio dell'impianto fotovoltaico installato sulla struttura. Impossibile spegnerli, si deve attendere che si esauriscano, spiegano i tecnici.«Mio fratello era un gran lavoratore, una persona perbene», dice la sorella di Lhairu, tra le prime, ieri, a lanciare l'allarme dopo il crollo. «Lo chiamavamo al telefono, ma non rispondeva», racconta. Il collaboratore domestico ha una moglie e due figli e vive a Messina da più di vent'anni.La storia della famiglia Leone











