| 31 Luglio 2026 20:03 |
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(Adnkronos) –
“Ci riprendiamo tutti, senza alcuna eccezione”. E’ quello che il ministro dell’Interno del Marocco, Abdelouafi Laftit, ha assicurato al governo di Madrid, dopo che negli ultimi giorni circa 60mila marocchini sono arrivati a Ceuta, l’exclave della Spagna considerata porta d’ingresso per l’Europa. I due paesi “si sono impegnati a rivedere e attuare misure che consentano il rinvio, nel più breve tempo possibile, di tutte le persone entrate illegalmente a Ceuta”, ha detto il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlanska, riferendo della promessa di Rabat. E in effetti oltre 37mila persone sarebbero già state rimpatriate secondo il ministero dell’Interno iberico.
Perché, è la convinzione di analisti marocchini interpellati dall’Adnkronos, il Paese nordafricano “non ha alcun interesse a far emergere l’immagine di un Paese in crisi”, con i giovani pronti alla fuga dal Paese, appena due giorni dopo il discorso del Trono di re Mohamed VI, durante il quale ha rivendicato la forza di un Paese in crescita, stabile politicamente e pronto ad accogliere capitali dall’estero. Un Marocco “diventato il primo esportatore di auto in Africa”, aveva detto mercoledì il re, in cui “i settori dell’automotive, dell’aeronautica, delle energie rinnovabili e dell’industria agroalimentare sono i pilastri essenziali del tessuto produttivo nazionale, per la loro capacità di attrarre investimenti e della loro capacità di creare ricchezza e occupazione”.











