Secondo Antonio Tajani e il governo è una misura necessaria per la sicurezza dei cittadini. Mentre per le opposizioni è un provvedimento inutile e propagandistico, in odore di campagna elettorale. La politica reagisce alla decisione dell’esecutivo di sospendere per un mese il trattato di Schengen con la Spagna, dopo la crisi migratoria che ha colpito Ceuta. Le minacce di cessazione del trattato, arrivate giovedì sera con le parole del ministro degli Esteri e rilanciate poi dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si sono materializzate nel pomeriggio, quando il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con Madrid. Dura la reazione del leader del M5S, Giuseppe Conte: “La psicosi Vannacci spinge il governo italiano a operazioni di sciacallaggio. Con Meloni siamo stati il colabrodo dell’ingresso in Europa dei migranti irregolari”.

La prima ad aver stigmatizzato la decisione dell’esecutivo italiano è stata la stessa Madrid. In un primo momento attraverso le azioni del ministro degli Esteri, José Manuel Albares, che ha convocato l’ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, in segno di protesta. E poi tramite le parole del premier, Pedro Sanchez, che dopo aver chiesto di rispettare i trattati europei, affermando che “non è il momento di dividersi”, ha pubblicato il numero di ingressi irregolari in Europa tra il 2021 e il 2026, citando i dati Frontex: “Attraverso l’Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760”. Di fatto, i migranti entrati illegalmente in Europa attraverso la Spagna sono la metà di quelli passati dal nostro Paese.