PORDENONE - La rissa scoppiata domenica sera allo stadio XXV Aprile, al termine della finale del torneo di calcio riservato a formazioni Under 15 è già sul tavolo delle forze dell'ordine. Ed è probabile che la violenta zuffa che ha visto protagonisti alcuni adulti in tribuna possa portare all'emissione di uno o più Daspo. Quindi ai divieti di frequentare le manifestazioni sportive, anche per diverso tempo.
Rissa allo stadio tra ragazzini, genitori e tifosi alla Festa dello Sport: papà minaccia un giocatore under 15 con una bottiglia VIDEO L'AGGIORNAMENTO Alcuni dei filmati girati con i telefonini sono infatti finiti al vaglio delle forze dell'ordine. Obbiettivo: l'identificazione dei protagonisti. Il provvedimento che impedisce di frequentare impianti e manifestazioni sportive per un determinato periodo di tempo è riservato a chi si macchi di azioni violente o offensive. In questo caso, potrebbe toccare, deciderà l'autorità, ai due individui che nei vari video sembrano essere i più esagitati. Un giovane con una maglietta bianca poi immobilizzato alle spalle da un corpulento soggetto forse della società di casa e soprattutto l'individuo dall'apparente età di 30-40 anni che nei primi istanti della rissa punta pericolosamente un giovane, sembra casarsese, che a mani alzate in segno di resa cerca di evitare di essere colpito con la grossa bottiglia brandita dall'aggressore. Un contenitore che forse è poi finito a terra rompendosi, data la testimonianza dell'assessore allo sport di Sacile, Alberto Gottardo, che ha raccontato di aver sentito il rumore di vetri che si rompevano e per questo di aver temuto il peggio.Oltre ai due già descritti, il parapiglia coinvolge e vede attivi anche alcuni altri soggetti, all'apparenza piuttosto giovani, mentre da subito si vede l'intervento di un adulto che tenta di separare i primi contendenti. Riesce, ma subito dopo il nervosismo di altri ha il sopravvento e le tensioni riprendono. Sfugge qualche colpo proibito, tutto si svolge a mezzo metro dalla rete di recinzione e dagli occhi dei ragazzi in campo che a quel punto sono corsi a vedere da vicino quel che stava accadendo. Tra una manata e l'altra compare una ragazza che si getta nella mischia, salvo venirne gettata fuori pochi istanti dopo e malamente. Altra figura femminile, una mamma che accorre appena si accorge che nel mazzo degli esagitati c'è anche suo figlio, un ragazzino che vuole dare il suo contributo, evidentemente senza rendersi conto di ciò che rischia davvero. La mamma lo strappa via portandolo al sicuro. REAZIONI Quanto accaduto ha raccolto da subito la condanna unanime delle società che hanno in calendario di richiamare i loro giocatori e soprattutto i genitori degli stessi, per comprendere meglio l'accaduto ed evitare che si ripeta. Sia da parte della Sacilese che del Casarsa vi è il rammarico espresso dai due presidenti per un episodio che, ha commentato il numero uno della società biancorossa Claudio Salvador «Ci vede qui a parlare di questi soggetti anziché di calcio come vorremmo». Del resto, proprio l'Under 15 sacilese solo pochi giorni prima del torneo si era imposta come campione provinciale della sua categoria, un traguardo che la prossima stagione la porterà al campionato regionale.








