“Ero narratore solo all’inizio”: Filippo Bisciglia risponde alle critiche per l’atteggiamento a Temptation Island. Le contestazioni sui falò svelano la sua vera evoluzione da conduttore.
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Un’edizione record da oltre il 35% di share porta con sé una certezza: Temptation Island è il fenomeno di costume televisivo per eccellenza, non più solo il "caso dell’estate". E Filippo Bisciglia di quella corazzata è una parte fondamentale. Ma a numeri tanto grandi corrispondono spesso enormi dibattiti e quest'anno, accanto all'entusiasmo per gli ascolti sono arrivate le contestazioni da parte di una fetta di pubblico intorno a una presenza ritenuta da alcuni troppo ingombrante nei momenti chiave del programma. Intervistato dall'Ansa a conclusione della stagione in corso, il conduttore ha voluto replicare proprio a quelle critiche. Senza entrare eccessivamente nel merito ma rivendicando ciò che ormai dovrebbe essere chiaro: "Narratore poteva andare bene all'inizio di questo viaggio. Credo di essere sempre io. E mi viene da ridere quando leggo che qualcosa è cambiato perché ora sono single. Mi sono comportato come ho sempre fatto in 13 edizioni: ci ho sempre messo il cuore". Sempre lui, certo. Ma con qualcosa di più rispetto al passato. Ed è un bene, critiche o no: se non fosse accaduto, al programma sarebbe mancato uno dei pilastri che, invece, continuano a decretarne l’indiscutibile successo.











