L’edizione più vista di sempre del docu‑reality chiude tra numeri altissimi e un accesso dibattito sul ruolo del conduttore: critiche, difese, interventi degli autori e indiscrezioni su un possibile cambio alla guida del programma.
Al rogo (o falò) Bisciglia, evviva Bisciglia. L’edizione 2026 di ‘Temptation Island’ si chiude nel modo più clamoroso possibile: da una parte i numeri da record, che confermano il docu‑reality di Canale 5 come il programma più visto dell’estate; dall’altra il caso Filippo Bisciglia, esploso sui social e diventato uno dei temi più discussi dell’ultima settimana. Un paradosso perfetto, soprattutto per chi si intende di tv e di algoritmo: mentre il pubblico premia il format con ascolti mai così alti, una parte degli spettatori mette in discussione proprio il conduttore che da anni ne è il volto simbolo.
Il gran finale del 29 luglio ha raccolto 4.247.000 spettatori e il 35,5% di share, portando la media dell’edizione a 3.970.000 spettatori con il 31,33%. Numeri che, insieme ai 700 milioni di visualizzazioni sui profili social ufficiali, certificano un successo che Pier Silvio Berlusconi ha definito "un grande evento televisivo e sociale", sottolineando come la televisione generalista, quando riesce a rinnovarsi, "continua ad essere al centro dell’attenzione del Paese". Il trionfo del programma si inserisce in un momento particolarmente positivo per Mediaset, che nelle settimane post‑Mondiali ha raggiunto il 42,1% di share nelle 24 ore e il 45,8% in prima serata.













