L’esplosione della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945 ha prodotto un materiale finora sconosciuto alla scienza, nascosto all’interno di una sferula di hiroshimaite recuperata dalla baia della città.
Una sferula di hiroshimaite recuperata dalle sabbie della baia di Hiroshima. All'interno di questo campione i ricercatori hanno identificato una nuova lega metallica formatasi durante l'esplosione atomica del 6 agosto 1945. Credit: Università degli Studi di Firenze
L’esplosione della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945 è stato uno degli eventi più devastanti della storia umana. Eppure, ancora oggi, a 81 anni di distanza, alcuni dei suoi microscopici residui continuano a rivelare nuove conoscenze scientifiche. Analizzandoli, i ricercatori hanno ora identificato un materiale finora sconosciuto alla scienza, formatosi in seguito alla detonazione. Si tratta di una lega metallica nascosta all’interno di una sferula di hiroshimaite, un prodotto del fallout nucleare recuperato dalle sabbie della baia di Hiroshima.
La sua composizione combina ferro, cromo, nichel, manganese, molibdeno, silicio e alluminio, organizzati in una struttura cristallina altamente ordinata con una configurazione mai vista prima in un materiale generato da un’esplosione nucleare. La scoperta è descritta in un nuovo studio pubblicato su Science Advances. Come si è formato il nuovo materiale durante l’esplosione di Hiroshima Il nuovo materiale si è probabilmente formato negli istanti successivi all’esplosione della bomba atomica, quando temperature e pressioni estreme hanno fornito le condizioni per creare una lega metallica senza precedenti. “È l’ipotesi più plausibile” spiega il professor Luca Bindi, il professor Luca Bindi, mineralogista dell'Università di Firenze e primo autore dello studio. “L’esplosione nucleare ha vaporizzato enormi quantità di materiali provenienti dall’ambiente urbano: ferro dalle strutture in acciaio, cromo e nichel dalle leghe metalliche; silicio dal vetro e dal cemento; alluminio dai componenti industriali”.











