di Angela Frenda

Il volto classico del Rosewood London a Covent Garden e il modernismo elegante e colto di The Chancery a Grosvenor Square. Sensazioni diverse nella stessa città. Tra spa impeccabili, maggiordomi, chek in&out flessibili, pie, sushi, cocktail... E tanta gentilezza

Londra ha mille sfaccettature. E viverla attraverso l’offerta del gruppo Rosewood è un’occasione unica. Da un lato il volto classico e rassicurante del Rosewood London di Holborn dall’altro il modernismo elegante e colto di The Chancery a Grovsnor square. Sensazioni e stimoli diversi pur rimanendo nella stessa città. Con un unico obiettivo: offrire un livello di ospitalità altissimo ma che ha sempre un volto umano e caldo. Una bella sfida. Vinta.

Partiamo da The Chancery Rosewood, che ha aperto a settembre scorso con uno straordinario restauro architettonico guidato dall’architetto britannico Sir David Chipperfield. La struttura ospitava l’ex ambasciata americana, ed è composta interamente da 144 suite, otto ristoranti e bar e l’Asaya Spa. Oltre agli spazi comuni. L’imponente edificio è classificato «Grade I», forte di un illustre passato di rilevanza internazionale. Originariamente progettato dall’architetto finlandese-americano Eero Saarinen nel 1960, nel restauro ha conservato il suo status di uno dei più celebri capolavori architettonici della capitale. La scultura dell’aquila dorata, realizzata in alluminio da Theodore Roszak, e adagiata nella terrazza al settimo piano (dalla quale si gode della vista di uno degli skyline più incredibili della città) si affaccia sul verde di Grosvenor Square. Gli interni di raffinata eleganza sono stati curati da Joseph Dirand e consentono agli ospiti di sentirsi davvero a casa. Inondati dalla luce naturale che filtra attraverso le vetrate a tutta altezza gli spazi testimoniano un connubio tra eleganza senza tempo e innovazione. Tra i servizi dell’hotel l’art concierge con una collezione di 830 opere d’arte, selezionate dalla società di consulenza artistica londinese Cramer & Bell. Imperdibile la hall in stile *mid-century*, dominata da un enorme lampadario sospeso nell’atrio centrale. Tra i ristoranti, da provare Sierra (buonissimo il suo tonno grigliato ma anche le bistecche dalla cottura perfetta) e il locale di sushi firmato Tobi Masa creato dal tristellato chef Masa Takayama e guidato dall’italianissimo Cheng Andrea Fu, celebre per la sua carriera internazionale e per aver guidato prestigiosi banchi sushi, come il Nobu Hotel London di Shoreditch. Dopo cena, non perdetevi l’Eagle Bar. Come suggerisce il nome, questa terrazza panoramica aperta fino a tardi – aggiunta di recente sulla sommità dell’edificio – si sta rapidamente affermando come il luogo più ambito di Mayfair. Infine, lasciatevi uno spazio per la Asaya Spa: ospita l’unica piscina di dimensioni regolamentari (25 metri) tra gli hotel di Mayfair; un dettaglio che permette agli appassionati di nuoto di allenarsi seriamente. Ma sono presenti anche palestra aperta 24 ore su 24, sauna e bagno turco. I trattamenti viso? Imperdibili, così come i consigli delle beauty experts. Insomma, è un nuovo tipo di lusso, che si evince anche dagli orari di check-in e check-out completamente flessibili o dall’auto privata a disposizione per i trasferimenti da e per la proprietà. Senza le consuete procedure di registrazione, gli ospiti vengono accolti all’arrivo e accompagnati alla propria suite, garantendo un’esperienza fluida che mette la persona al centro di tutto.