Entrare nella casa di Rolls-Royce a Goodwood significa mettere in discussione tutto ciò che si pensa di sapere su una fabbrica. Il rumore delle presse lascia spazio al silenzio. L’odore dell’olio viene sostituito da quello del legno appena lavorato e della pelle naturale. Persino la luce sembra diversa. Qui non si produce semplicemente un’automobile: si realizzano desideri.
A fare da cornice c’è la campagna inglese, quella delle grandi querce, dei prati perfetti e delle papere che passeggiano tranquille nei laghetti del parco. Un’atmosfera quasi irreale, dove il tempo rallenta, quasi a fermarsi e il romanticismo britannico sembra aver trovato il proprio rifugio ideale.
La sorpresa arriva appena oltre la soglia. Tutto è climatizzato, ordinato, silenzioso. Gli spazi sono luminosi, le postazioni sembrano laboratori più che linee di produzione. Persino la mensa dei dipendenti ricorda più il ristorante di un hotel di lusso che un refettorio aziendale. Un dettaglio che racconta molto della filosofia Rolls-Royce: se vuoi costruire il meglio del mondo, devi mettere i tuoi collaboratori nelle condizioni migliori per farlo.
Sono oltre 2.500 gli uomini e le donne che ogni anno realizzano poco più di 5.600 automobili destinate ai clienti di tutto il pianeta. Numeri minuscoli per l’industria automobilistica, enormi se si pensa che ogni esemplare nasce praticamente tailor made. Il momento che più colpisce è davanti al celebre cielo stellato delle Rolls-Royce: una specialista lavora con infinita pazienza su centinaia di fibre ottiche. Le prepara, divide, le inserisce manualmente una ad una. Si pensi che per completare un solo rivestimento possono servire fino a quarantotto ore. Ogni punto luminoso, una volta inserito viene controllato, corretto.






