| 31 Luglio 2026 14:01 |
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(Adnkronos) – “Una nodulazione polmonare non è una diagnosi, ma un termine medico che descrive un’immagine osservata agli esami radiologici. Può avere origine neoplastica o non neoplastica: può trattarsi di un tumore del polmone, di una metastasi oppure di una lesione benigna”. Così Massimo Di Maio, presidente dell’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), spiega all’Adnkronos Salute l’origine della patologia contro cui il calciatore Franco Baresi, ex capitano del Milan e della Nazionale italiana anni ’80 e ’90, scomparso oggi all’età di 66 anni, ha lottato per un anno.
La nota diffusa ad agosto 2025 del Milan parlava di “una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva”. “Non avendo un esame istologico, non è possibile fare una diagnosi precisa”, sottolinea Di Maio. Anche l’indicazione alla “terapia di consolidamento a base di immunoterapico” non è discriminante: “Abbiamo immunoterapici per ogni stato di sviluppo tumorale – ricorda l’oncologo – Si usano nella malattia avanzata, negli stadi iniziali addirittura a volte prima dell’intervento chirurgico, ma anche dopo chemio-radio nei casi che non sono operabili”. Il fatto che sia stato individuato “a seguito di accertamenti di routine”, per Di Maio rientra nelle modalità frequenti in cui si scopre questa formazione: “Spesso per caso, facendo ad esempio una radiografia per un preoperatorio o per altri sintomi, si può individuare questa macchia densa che può essere millimetrica o di qualche centimetro. Se è di qualche millimetro, di solito si opta per un monitoraggio, secondo protocolli definiti: se il nodulo resta piccolo e resta stabile nel tempo chiaramente è un segnale tranquillo. Se viceversa cresce nel tempo e supera certe dimensioni di pochi millimetri, chiaramente diventa indispensabile fare un accertamento”.












