I noduli polmonari sono lesioni nei polmoni molto comuni e raramente cancerosi. Possono originare da infezioni, sostanze irritanti, tumori (benigni o maligni) e altre fonti. Spesso non danno sintomi. Franco Baresi, morto il 31 luglio 2026, era stato operato per un nodulo polmonare nel 2025. Cosa sono, quali sono i sintomi e come si curano queste lesioni.
Franco Baresi nel 2024. Credit: Getty
Dopo le indiscrezioni sul peggioramento dello stato di salute, è giunta la notizia della morte di Franco Baresi, 66 anni, leggenda del calcio italiano e in particolar modo del Milan. Il difensore di Travagliato a inizio agosto del 2025 era stato operato per una “nodulazione polmonare”, intervento cui è seguito il consulto con un oncologo e l'inizio di una immunoterapia. In questo anno non si è mai parlato di tumori o cancro, tuttavia i nodi o noduli polmonari, “piccoli accumuli di cellule nei polmoni”, come spiegato dalla Mayo Clinic, una delle principali organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti, possono evolvere in forme cancerose.
Nella maggior parte dei casi i noduli polmonari sono asintomatici e benigni, inoltre sono molto diffusi: “Almeno la metà degli adulti di età superiore ai 50 anni presenta uno o più noduli in una TAC toracica”, afferma lo pneumologo David E. Midthun dell'associazione americana. “La maggior parte di questi è di piccole dimensioni e non richiede alcun controllo”, ha aggiunto l'esperto. I noduli polmonari che in genere destano sospetti, infatti, sono quelli con dimensioni superiori agli 0.6 centimetri. La Cleveland Clinic evidenzia che raramente i piccoli noduli causano sintomi, ma se la massa preme sulle vie respiratorie può innescare dolore al petto, raucedine, difficoltà respiratorie e altro ancora. In base al tipo di nodulo, il medico può optare per il monitoraggio, l'asportazione e una successiva terapia, come nel caso di Baresi. Cos'è un nodulo polmonare Un nodulo o nodo polmonare è un ammasso di cellule nei polmoni (in genere di piccole dimensioni) che, come spiegato dagli autorevoli Manuali MSD per operatori sanitari, appare come una “densità radiografica focale e distinta di dimensioni inferiori a 3 centimetri e completamente circondata da tessuto polmonare”. In parole semplici, si tratta di lesioni che nelle radiografie o TAC appaiono come macchie dense di cellule, che risultano più o meno opache. Quando vengono superati i 3 centimetri, si parla di “massa polmonare”, sottolinea lo pneumologo Enrico Ballor. Più sono piccoli e, in genere, inferiori sono i rischi. “La probabilità di malignità è inferiore all'1 percento per tutti i noduli inferiori a 6 millimetri e dall'1 al 2 percento per i noduli tra 6 e 8 millimetri”, evidenziano i Manuali MSD.










